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Sicurezza negli ambienti scolastici

Il datore di lavoro all’interno dell’ambiente scolastico è il Dirigente scolastico e, come specificato nel D.Lgs 81/08, spetta a lui redigere il documento di valutazione dei rischi e designare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione ed è quindi su di lui che ricade la responsabilità di garantire la sicurezza negli ambienti scolastici. Questo compito può essere delegato ad un tecnico esterno che abbia le opportune competenze. I rischi presenti nell’ambiente scolastico variano in base al tipo di scuola presa in considerazione e alle attività che vengono svolte (come la presenza di laboratori chimici o meccanici ecc.) ma alcuni rischi sono presenti in tutti gli edifici scolastici e questi sono le situazioni d’emergenza che devono essere gestite con un apposito piano d’emergenza. Nel piano d’emergenza si trovano i piani antincendio, i piani di evacuazione e il primo soccorso.

Altre problematiche riguardano il rischio ergonomico per la postura degli alunni al banco o per il trasporto degli zaini; il rischio chimico e fisico presente nei laboratori; il microclima nelle aule perchè troppo calde o troppo fredde ed il rischio legato all’utilizzo dei videoterminali. Anche la mensa può costituire un rischio per la sicurezza degli alunni. Per garantirne la sicurezza alimentare è necessario assicurarsi che la mensa scelta sia gestita da professionisti che seguono le buone prassi di produzione.

Ovviamente a monte di tutto questo ci deve essere l’idoneità strutturale dell’edificio al momento della costruzione. Una problematica che riguarda le scuole è l’amianto che fu utilizzato in passato nella realizzazione di edifici perchè considerato un buon materiale da costruzione. In seguito, scoperte le sue caratteristiche nocive, è stato sostituito da altri materiali ma la sua rimozione è costosa e rischiosa quindi molti edifici ne sono ancora forniti.

Quando si parla di sicurezza negli ambienti scolastici dobbiamo sempre tener conto che si agisce per tutelare soprattutto la salute di bambini o ragazzi, spesso anche disabili che sono quindi più vulnerabili dei lavoratori adulti.

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